Stiamo andando verso un aumento esponenziale della popolazione mondiale, se le città tendessero allo stile Los Angeles ben presto avremo finito lo spazio!Per forza di cose dovremo rinunciare a stare gli uni a fianco agli altri e sempre più abitare gli uni sugli altri.
Le città saranno più grandi e più numerose togliendo ancora più spazio alla natura più o meno selvaggia che sia, dal circa 2% della superficie terrestre che occupano ora si prevede che nel 2030 ne copriranno già il 10%, e allora?
Allora dovremo sempre più portare la natura in città, giardini sui tetti: il Singapore Marina Bay Sands Hotel per esempio ha un parco enorme al 56 piano, con alberi, panchine e persino una piscina; parchi cittadini: a New York un tratto di ferrovia sopraelevata non più utilizzato è stato trasformato in un frequentatissimo parco cittadino; a Berlino si allevano pesci sui tetti o ci si fanno addirittura gli orti. In Olanda spostare i giardini e gli orti sui tetti ha aiutato a contrastare le inondazioni oltre a migliorare l'isolamento termico delle abitazioni.
Aumentare il verde in città significherà anche abbassarne le temperature tanto da poter ridurre l'uso dell'aria condizionata, e ridurre il rumore contrastando gli echi e fornendo isolamento.
Tutto questo sta iniziando a modificare le città, nuove specie animali potrebbero giovare di risorse che prima mancavano e adattarsi ad un nuovo stile di vita, come già hanno fatto alcuni gabbiani che piuttosto che pescare si nutrono nelle discariche e quindi non vivono più vicino al mare, o come le volpi che già oggi approfittano dei rifiuti londinesi, in pratica si formeranno ecosistemi nuovi dove piante e animali si troveranno a condividere situazioni precedentemente inesistenti e questi nuovi ecosistemi influiranno anche sulla selezione genetica delle prossime generazioni.
I veicoli diventeranno per lo più elettrici e l'aria risulterà molto più pulita e anche in città sarà un piacere spalancare le finestre, oltretutto presumibilmente, molti più lavori verranno svolti da casa rendendo il traffico meno congestionato.Anche in Italia forse qualcosa si sta muovendo e a Bari si sta portando avanti un progetto per cui i 3 Km di linea ferroviaria che tagliano la città e sono da dismettere diventeranno un enorme polmone verde da 70 ettari!
Non come a Pescara dove l'area di risulta della ferrovia di parco ha avuto soltanto il nome "strada parco", ma in realtà è solo una strada pedonale costeggiata da piccole aiuole malmesse e malcurate su cui a breve si pensa anche di far passare un enorme filobus.
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