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domenica 23 giugno 2013

La saggezza

Tutti noi pensiamo, pensiamo molto. C'è però una differenza tra essere rapiti da ciò che ci circonda e la disaffezione verso esso, tra l'estasi per ciò che scopriamo e l'indifferenza. Siamo stimolati tutti i giorni, oserei dire sovra stimolati, ma il nostro cervello si abitua agli schemi mentali, alle abitudini. Sono proprio queste che ci portano all'alienazione.  Paradossalmente abbiamo occhi che non vedono, orecchie che non sentono e cuori che provano emozioni e non le capiscono.  Si diventa saggi quando si scopre qualcosa tanto emozionante che fa crollare ogni nostra conoscenza e ricostruiamo tutto da una prospettiva diversa e vediamo il mondo in modo diverso.  Questo però avviene attraverso le emozioni, attraverso la poesia dell'essere umano, ogni volta che guardiamo il mare, un tramonto, il cielo stellato, gli occhi intensi di un'altra persona, ogni volta che ci emozioniamo, piangiamo, respiriamo e siamo in estasi per il mondo che ci circonda.
È questo atteggiamento che dobbiamo recuperare e trasmettere alle generazioni future. Non dobbiamo mai smettere di credere nella immensa capacità del nostro cervello né dobbiamo mai assuefarci alla meraviglia di un fiore che sboccia di una pianta che cresce, di un cucciolo che nasce o di una stella che muore, perché la curiosità è lo stimolo primario per raggiungere e trasmettere la nostra saggezza.  Come esseri umani abbiamo un grande dovere, il dovere di mantenere viva la fiaccola della saggezza.


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