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mercoledì 29 maggio 2013

Accelerazione tecnologica e "culturale devide"

Un recente articolo in EE Times ha discusso il futuro della legge di Moore. Alla Broadcom sostengono che la legge di Moore è destinata a finire in 15 anni poiché arriveremo al limite naturale delle attuali tecnologie elettroniche. Non bisogna però confondere la legge di Moore che è solo un paradigma  prezzo-prestazioni nell'industria informatica con l'accelerazione in un senso più globale, senza tenere conto che le imminenti tecnologie dei chip 3D e le discusse tecnologie di computer quantici apriranno presumibilmente orizzonti inimmaginabili 


Nel grafico qui sopra si può chiaramente notare l'andamento esponenziale in 110 anni.
È importante notare che la depressione Americana del 1928 nonché le due guerre mondiali non hanno inciso su tale andamento. Esso è proseguito con regolarità. Questo deve essere un monito per tutti noi. Se da un lato non bisogna negare le primizie tecnologiche alle classi più agiate, d'altro canto non bisogna lasciare indietro nessuno su questo nostro pianeta. Ma con un andamento esponenziale i rischi sono alti. Intanto bisogna applicare politiche di investimenti massicci su infrastrutture di connettività a livello globale per portare la rete il più possibile libera in ogni angolo del pianeta. Questo favorirà cultura e sviluppo. Bisognerà seppur tutelando aziende esclusive promuovere pesantemente una cultura opensource. Favorire il software libero infatti significa accessibilità a basso costo che può essere accompagnata ad un recupero intelligente delle tecnologie obsolescenti per i nuovi mercati dei paesi in via di sviluppo. Bisognerà inoltre rivedere profondamente l'attuale concetto di brevettabilità. Il brevetto va garantito per tutelare la proprietà intellettuale ed incentivare lo sviluppo, questo sia ben chiaro, ma i tempi di copertura brevettuale devono essere ridotti. Inoltre bisognerà stabilire, in un contesto globale, proprietà brevettuali  che per il loro valore di sviluppo dell'umanità non potranno essere negate alla concorrenza, previo pagamento di adeguate royalties. Bisognerà inoltre stabilire a livello internazionale il decadimento brevettuale in caso la tecnologia in questione non venga utilizzata a fini industriali e commerciali entrò sei mesi, per evitare strategie brevettuale atte a bloccare sviluppo e concorrenza. Tutto ciò andrà fatto a livello globale concertato con direttive internazionali e fatto recepire nei singoli stati. Nel rispetto delle diversità, nel rispetto della crescita personale e nel rispetto della competitività dobbiamo assimilare che stiamo diventando una grande nazione mondiale. Il processo è simile quanto avvenuto  nel passaggio storico tra i comuni ed il Risorgimento in Italia.
Sono stati superati dei problemi e se ne sono creati degli altri, ma in un contesto sociale così dinamico si è colta la palla al balzo trasformando le problematiche del momento in opportunità per il futuro.

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