L'innovazione culinaria parte dalla ricerca di Mark Post un ricercatore dell'università di Maastricht. Il tutto si ottiene prelevando delle cellule staminali , chiamate cellule mio satellite, dal collo di una mucca, fatte poi crescere, differenziare e dividere in circa 20000 fasci di fibre muscolari che poi si assemblano in un hamburger composto da circa 10 miliardi di cellule. Gli amanti degli hamburger sanno che molto del gusto del loro piatto preferito viene dal grasso in esso contenuto ma il ricercatore rassicura, avendo provato il suo hamburger, che oltre ad essere un prodotto privo di grassi ha un sapore ragionevolmente buono. Sappiamo inoltre da altri studi e altre fonti che ad oggi la carne in vitro ha un deficit nel contenuto di ferro dovuta alla mancata attività muscolare dei tessuti ( n.d.a.).
Purtroppo ad oggi l'hamburger non è ancora totalmente indipendente dall'animale di provenienza, poiché è necessario farlo crescere nel liquido amniotico fetale, ma si spera in un prossimo futuro di tagliare ogni dipendenza da esso. È chiaro che un hamburger che costa $325000 è ben lontano dalla scalabilità industriale di massa, inoltre è da capire che penetrazione di mercato potrà avere a livello commerciale nonché l'impatto che avrà il gusto di questi prodotti comunque diverso dagli originali, e, ancora più importante, bisognerà capire che effetti avrà a lungo termine sulla salute umana. A fronte di queste considerazioni sarà opportuno un atteggiamento cauto possibilista, perché in ogni caso sono indubbi i vantaggi per la sostenibilità della richiesta di cibo in un mondo che sta avendo un enorme crescita demografica. L'impatto energetico sulla produzione di questi hamburger è anch'esso enormemente favorevole. Crescere la carne da laboratorio richiede il 45% in meno di energia rispetto alla carne animale tradizionale, il 96% in meno di acqua, il 96% in meno di gas serra e non necessitando di animali che pascolano sarà necessario il 99% in meno di terreno. Nel 2050 è prevista una popolazione mondiale di 9 miliardi di persone e in economie crescenti come quella cinese, dove la classe media è la maggior consumatrice di hamburger, la carne da laboratorio è vista come una possibile soluzione. Probabilmente in futuro tali carni saranno una valida alternativa disponibile nelle nostre macellerie.Per promuovere la sua ricerca intanto Mark Post sta pianificando un evento prossimo dove organizzerà un buffet in cui farà assaggiare il suo hamburger da laboratorio.

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